
Si arriva al ristorante con un cappello o un panama, ci si siede e la domanda sorge ancor prima di spiegare il tovagliolo: bisogna togliere il cappello adesso o si può tenere durante il pasto? La risposta dipende dal tipo di copricapo, dal contesto e, soprattutto, da chi lo indossa. Sapere come gestire il proprio cappello a tavola evita gli sguardi insistenti degli altri commensali e le gaffe silenziose che rovinano una cena.
Cappello a tavola: la regola uomo-donna che nessuno applica allo stesso modo
Il codice classico si riassume in una frase: gli uomini tolgono sempre il loro copricapo all’interno, le donne beneficiano di una tolleranza maggiore. Un uomo che entra in un ristorante, da amici o in una sala di ricevimento è tenuto a lasciare cappello o berretto al guardaroba prima di sedersi. Questo gesto ha origini lontane, poiché i cavalieri del Medioevo toglievano il loro elmo per segnalare intenzioni pacifiche verso i loro ospiti.
Per le donne, la tradizione distingue il cappello decorativo (bibi, cappello a falda larga, cappello da cerimonia) dal cappello funzionale (berretto, bob, cuffia). Un bibi indossato durante un pranzo o un cocktail può rimanere sulla testa, anche a tavola.
Al contrario, un berretto sportivo o una cuffia di lana rientrano nei copricapi utilitari: si toglie come farebbe un uomo. Sapere quando togliere il cappello a tavola dipende quindi meno dal genere che dalla natura dell’accessorio indossato.
Questa distinzione uomo-donna sembra superata, e i pareri variano su questo punto a seconda dei circoli. In una cena informale tra amici, la tolleranza è maggiore. Durante un pasto formale con ospiti che si conoscono poco, è meglio applicare la versione rigorosa per evitare malintesi.

Togliere il cappello al ristorante: i tre momenti da non perdere
Invece di trattenere un elenco astratto di convenienze, si può ragionare per momenti concreti. Tre situazioni richiedono chiaramente di scoprire la testa.
Entrando nel luogo di ricevimento
Il cappello si toglie prima di sedersi a tavola, non una volta spiegato il tovagliolo. Si deposita al guardaroba, su un attaccapanni o, in mancanza, su una sedia libera accanto a sé. Posare un cappello sulla tavola, accanto al piatto o al pane, rimane una gaffe comune: ingombra lo spazio e ostacola il servizio.
Durante il pasto, se lo si è tenuto per dimenticanza
Capita di tenere meccanicamente il berretto in terrazza, poi di migrare all’interno quando si libera un tavolo. Il riflesso corretto: togliere il copricapo non appena si varca la soglia, anche in pieno mezzo alla conversazione. Aspettare la fine del piatto per toglierlo attira più attenzione del gesto discreto di posarlo sulle ginocchia.
Durante un brindisi o un discorso
Quando una persona si alza per fare un brindisi, i commensali ancora coperti tolgono il cappello per rispetto verso chi parla. Questo gesto si applica anche durante l’inno nazionale in un contesto ufficiale, come una cena di gala o una ricezione protocollare.
Berretto, panama, bob: ogni copricapo ha i suoi usi a tavola
Spesso si tratta “il cappello” come un’unica categoria, mentre i codici variano a seconda del modello indossato.
- Berretto sportivo o bob: sempre tolti all’interno e a tavola, indipendentemente dal sesso o dall’età della persona. Questi copricapi sono associati all’esterno e all’attività fisica, non al pasto.
- Feltro, trilby, panama: tolti dagli uomini non appena entrano in un luogo chiuso. Una donna che indossa un panama ampio può tenerlo durante un pranzo in terrazza, ma lo toglie per una cena in sala.
- Bibi, fascinator, cappello da cerimonia: considerati accessori di moda al pari di un gioiello. Si possono tenere durante un pranzo o un cocktail, ma la regola impone di toglierli per una cena seduta.
- Copricapi religiosi (kippa, turbante, hijab): sfuggono alla regola di rimozione. Le convenzioni di buone maniere non si applicano ai segni legati alla pratica religiosa.

Cappello tenuto al lavoro: cosa dice il diritto del lavoro in Francia
Il tema supera la sfera privata. Nella mensa aziendale o durante un pasto professionale, un datore di lavoro può esigere la rimozione di un copricapo? La risposta non è un semplice “sì”.
L’articolo L1121-1 del Codice del lavoro stabilisce il principio di libertà di abbigliamento del lavoratore. Qualsiasi restrizione, compreso il divieto di un berretto o di un cappello, deve essere giustificata dalla natura del compito o da un imperativo di sicurezza, e rimanere proporzionata all’obiettivo perseguito. Un datore di lavoro non può più invocare le “buone maniere” come unico motivo per vietare un copricapo in mensa.
In pratica, le professioni a contatto diretto con la clientela (ristorazione, ospitalità, reception) possono imporre un codice di abbigliamento che include la rimozione del cappello. Per un posto senza contatto con il cliente, il divieto sarà più difficile da giustificare. Questo quadro giuridico recente cambia le carte in tavola per i pasti aziendali: la cortesia non basta più, serve un motivo oggettivo.
Dove posare il cappello quando non c’è guardaroba
La situazione più comune al ristorante o da amici: nessun guardaroba, nessun attaccapanni visibile. Ci si ritrova con un feltro in mano e un tavolo già apparecchiato tra il piatto, i bicchieri d’acqua e di vino, il pane a sinistra e le posate.
La soluzione più discreta rimane posare il cappello sulle ginocchia, con la corona verso l’alto per non schiacciare la forma. Se c’è una sedia vuota accanto, si deposita il cappello lì, sempre con la corona verso l’alto. Alcuni ristoranti offrono ganci sotto il bancone o sotto il tavolo, il che risolve il problema.
Non posare mai un cappello sulla tavola da pranzo, nemmeno tra due piatti. Questo occupa il posto di un commensale, ostacola il passaggio dei piatti e invia un segnale di disinvoltura verso la persona che riceve. Per terra, è peggio: si rischia di danneggiarlo e di dare l’impressione che non ci si tenga.
Il cappello a tavola obbedisce infine a un principio semplice: si toglie presto, si ripone bene e non ci si pensa più durante il pasto. Le usanze evolvono, il diritto del lavoro rivede alcune obbligazioni, ma il gesto di scoprire la testa di fronte ai propri ospiti mantiene la sua funzione primaria, segnalare che si è pienamente presenti alla cena, attenti alle persone intorno al tavolo piuttosto che al proprio stile.